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Lago Kivu di prima mattina

 

Lago Kivu di prima mattina

COSTA OCCIDENTALE DEL LAGO KIVU: marzo 2009. Stiamo percorrendo la strada a bordo lago per arrivare ai campi profughi di Minova. La strada, dopo Katana, nonostante un Toyota 4x4, è quasi impercorribile. La mattinata è bellissima e il paesaggio mozzafiato. Siamo in missione umanitaria ufficiale con tanto di credenziali del Ministero della Salute del Sud Kivu. Siamo 4 medici con un autista che guida a piedi nudi un Toyota Land Cruiser che la sig.na Marie Masson, direttrice del Bureau Diocesaine des Ouvres Medicales di Bukavu, ha gentilmente messo a disposizione: capo missione Vincent, quindi Charles, altro medico del Ministero, poi Joseph, responsabile dell'ospedale di Luhwinja, ed infine il sottoscritto (da queste parti i bianchi sono veramente una rarità per cui mi guardano tutti con grande stupore). Nonostante tutta la bellezza che ci circonda dobbiamo fare molta attenzione perchè in questa zona hanno trovato rifugio le FDRL (Forze Democratiche per la Liberazione del Rwanda che rappresentano gli hutu genocidari).
Dal 5 dicembre 2008 i governi di Kinshasa e Kigali hanno trovato un accordo per cercare di eliminare queste ultime sacche, ma invece che prendersela con gli hutu a pagare è la popolazione congolese e sono passati solo pochi giorni che da queste parti sono stati uccisi circa 700 civili locali (HUMAN RIGHT WATCH denuncia "il deliberato massacro di più di 1400 civili avvenuto tra gennaio e settembre 2009, durante le due operazioni successive contro i ribelli hutu ruandesi delle "FARDC".

Attualmente la popolazione congolese da un nuovo significato a questa sigla che dovrebbe definire l'esercito regolare congolese e lo chiama Forze Armate Ruandesi Dislocate in Congo).

Il numero di hutu delle FDLR, secondo stime della Monuc è orma ridotto a circa 6mila unità.
Le Forze Democratiche per la Liberazione del Rwanda sono sempre state per i ruandesi-tutsi il pretesto per continuare a mantenere il Kivu sotto il controllo delle loro forze militari.Dall'agosto 1998 ad aprile 2007, il Rwanda di Kagame e l'Uganda di Museveni hanno ammazzato 5,4milioni di persone in Congo, di cui due milioni dopo la pace ufficiale del 2003, come riporta l'ONG INTERNATIONAL RESCUE COMITTEE.

Un Olocausto che però sembra non avere ancora fine. Il quotidiano del Vaticano, "l'Osservatore Romano", già dal 1997 aveva parlato di "genocidio strisciante" riferendosi alle stragi fatte dall'esercito tutsi, nei campi dei rifugiati hutu, durante la prima e seconda guerra congolese, ma da allora queste stragi sono continuate anche sulle popolazioni congolesi, che del genocidio non hanno alcuna responsabilità (obiettivo di Kagame è quello di cercare di allontanare le popolazioni locali e annettere il Kivu).

La guerra in atto in questa zona è, in realtà, una "guerra per le risorse" e il fine per cui continua a protrarsi nel tempo è prevalentemente economico. Ha l'avvallo delle potenze internazionali che utilizzano i tutsi del Rwanda come subappaltatori e fa veramente rabbia pensare che le popolazioni locali debbano vivere in condizioni così miserevoli quando potrebbero godere delle ricchezze e delle bellezze naturali che offre la loro terra. Mentre percorro con una certa tensione addosso questa strada dissestata mi viene da pensare che i tutsi, da sempre considerati guerrieri, siano in realtà dei guerrafondai e come tali utilizzati per mantenere il Kivu sotto la spada di damocle della guerriglia (gravi responsabilità e connivenze varie soprattutto da parte di Stati Uniti d'America, dei paesi anglofoni, del Belgio e della Francia - vedi i nostri articoli). 

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