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KIVU: UN’ATROCE CONQUISTA CHE NON FINISCE MAI (Néhémie BAHIZIRE).

Martedì, 27 Ottobre 2009

genteincammino.org

Un abitante di Bukavu ci invia e condivide con noi le sue riflessioni sull'attuale situazione del Sud e Nord Kivu.
Le pubblichiamo perchè sono una testimonianza piena di significato di ciò che pensano i congolesi autoctoni costretti a subire, con rabbia repressa, violenze senza fine sin dal 1994.  

  

"Dall'Uganda fino al Kivu in Repubblica Democratica del Congo, passando per il Rwanda e il Burundi, ci si imbatte sempre nello stesso scenario e nelle stesse strategie. Il gruppo di potere tutsi sta applicando ovunque e sempre i seguenti 10 comandamenti:   





1. arrivare nel paese di asilo come rifugiati;  

2. infiltrare le istituzioni politiche, amministrative e militari del paese di accoglienza;  

3. cambiare la propria denominazione prendendo i nomi delle zone di accoglienza;  

4. fare appello ai connazionali sparsi nel mondo per azioni di lobbying e pressione;  

5. richiedere con prepotenza la nazionalità collettiva del paese ospite;  

6. utilizzare un meticoloso meccanismo di menzogna e di corruzione;  

7. dichiararsi minoranza in sterminio e vittima di un genocidio;  

8. organizzare e scatenare ribellioni per conquistare il potere;  

9. saccheggiare e rubare il massimo possibile per ammassare delle fortune finanziarie che servono per il bisogno della causa;  

10. assassinare il più possibile i leader del paese di accoglienza.  



Appoggiati finanziariamente, diplomaticamente e militarmente dagli USA e da altri paesi (soprattutto anglofoni), questi conquistatori tutsi hanno già al loro attivo innumerevoli massacri che hanno causato milioni di vittime.
Hanno anche ucciso quattro Presidenti di Nazioni (Juvénal Habyarimana del Rwanda, Cyprien Ntaryamira e Melchior Ndadaye del Burundi, Laurent-Désiré Kabila della RDCongo) e l'arcivescovo cattolico di Bukavu in RDCongo Christophe Munzihirwa (il suo successore, Emmanuel Kataliko, è stato esiliato ed è deceduto pochi giorni dopo il suo ritorno a Bukavu).  





LE COMPLICITÀ INNEGABILI:  

  

I. Le Nazioni Unite:  

Tramite la Missione delle Nazioni Unite in Congo (MONUC) e con il pretesto di aiutare la RDCongo, l'ONU, controllata dagli anglofoni, impone sia l'integrazione di militari tutsi ruandesi e ugandesi nell'esercito congolese sia la loro introduzione nelle istituzioni politiche e amministrative. La MONUC è a tal punto schierata che i giovani soldati tutsi che non vogliono restare in Congo si rifugiano nei suoi campi militari per richiedere il loro rimpatrio nel Paese di origine.  

L'Alto Commissariato per i Rifugiati "HCR" continua a ingrossare arbitrariamente le cifre dei tutsi congolesi rifugiati in Rwanda. A volte parla di 20mila persone, altre volte di 40mila persone e oggi parla di 50mila persone; domani, parlerà certamente di 100mila persone, e così via, fino a sommergere tutto il Kivu di tutsi trapiantati.  

  

II. Gli Stati Uniti d'America:  

È risaputo che è stato il governo americano di Bill Clinton a ordinare e appoggiare l'aggressione della RDCongo da parte del Rwanda e dell'Uganda e Georges Bush non ha fatto altro che continuare l'opera del suo predecessore.  

Oggi ci dicono che l'attuale presidente USA Barak Obama ha intenzione di pacificare tutti i paesi che sono stati coinvolti in situazioni di guerra dai suoi predecessori; ma ci riuscirà? Per quanto riguarda la RDCongo, a giudicare dai comportamenti e dalle dichiarazioni di importanti rappresentati degli Stati Uniti d'America il lobbying pro-tutsi non ha la minima intenzione di desistere: Herman Cohen ha dichiarato che il Congo deve condividere le sue ricchezze e il suo territorio con i Paesi vicini e l'11 agosto 2009, il Segretario di Stato americano Hillary Clinton, in occasione della sua visita in RDCongo, ha dichiarato che gli USA tratteranno solamente con quei congolesi che parlano del presente e non con quelli che vogliono rinvangare il passato (da Lumumba ai ruandesi-tutsi).

Ma come possono i Congolesi dimenticare la loro storia? Una storia drammatica con più 6 milioni di persone uccise dai tutsi, una storia dolorosa di un numero infinito di donne e bambine violentate, la cui maggioranza è stata infettata dal VIH/Sida; una storia triste di saccheggio sfrenato delle risorse del Congo da parte dei tutsi, ecc.  

Secondo Hillary Clinton, se i Congolesi vogliono trattare con gli Americani, non devono parlare di queste cose, che a ben vedere sono sempre state supportate e volute dagli americani. 

  

III. Gli europei e i paesi anglofoni:   

In complicità con gli USA, certi Stati europei, ma soprattutto certi Stati anglofoni, su tutti Inghilterra e Canada, appoggiano finanziariamente, militarmente e diplomaticamente l'occupazione del Congo da parte dei tutsi.   

  

MA POICHÉ HILLARY CLINTON CI VIETA DI PARLARE DEL PASSATO, ALLORA PARLIAMO DEL PRESENTE:  





a) La Comunità dei Paesi dei Grandi Laghi "CPGL".  

Creare o riattivare un'organizzazione regionale non è una cattiva cosa, ma la realizzazione dei seguenti progetti ci lascia perlomeno un po' perplessi:  

- integrazione regionale per lo sfruttamento in comune delle ricchezze del Kivu in RDCongo;  

- snaturare il carattere nazionale dell'esercito, della Polizia e dei servizi di sicurezza congolesi incorporandovi dei tutsi ruandesi;  

- organizzare delle pattuglie miste Rwanda e R.D.Congo sul lago Kivu;  

- aprire le frontiere di Congo, Rwanda e Burundi 24 ore su 24 per facilitare la compenetrazione della popolazione (il Congo ha prima bisogno di costituirsi per poi integrare questo genere di strategie regionali);  

- dichiarare che il CNDP si è tramutato in partito politico e che il suo capo Laurent Nkundabatware è agli arresti in Rwanda quando tutte le strutture militari ed amministrative del CNDP restano intatte ed operative e nessuno sa dove si trova Laurent Nkundabatware.  



b) Gridare al disastro e sguinzagliare i cani da guerra nel Kivu.  

Come il suo nome indica, Kimya significa "silenzio, calma". L'operazione militare Kimya 2 è iniziata nel Sud Kivu il 12 giugno 2009. Ufficialmente il suo scopo era di costringere gli hutu armati presenti nel Sud Kivu a ritornare in Rwanda.

Tre mesi dopo siamo in grado di capire i suoi obiettivi reali:  

- la gestione delle operazioni è stata affidata ai soldati del CNDP le cui truppe erano costituite da ruandesi ed ugandesi (i soldati congolesi non partecipano a questa operazione che in secondo piano) e tutti sanno che il CNDP esegue gli ordini di Kigali;  

- i combattimenti sembrano essere il frutto di una tacita convenzione. Le sedicenti forze armate congolesi (FARDC), che in questo caso altro non sono che il CNDP, sparano in alto e le FDLR scappano. Le FARDC occupano i campi base delle FDLR e queste vanno ad occupare i luoghi abbandonati dalle FARDC e così via: un circolo vizioso senza fine. E ciò avviene in tutti i territori del Sud Kivu, eccetto l'isola di Idjwi dove non è possibile attuare questa tattica. E intanto la MONUC mediatizza l'operazione e si congratula dei risultati ottenuti.   

- Contemporaneamente, le FDLR e il CNDP uccidono, saccheggiano, violentano donne e ragazze ed incendiano villaggi interi, e presa in trappola, la popolazione locale fugge in tutte le direzioni e cerca invano soccorso. Il governo congolese chiude occhi ed orecchi e anche l'organizzazione di coordinamento dell'aiuto umanitario "OCHA" si dichiara incapace di venire in aiuto a questi infelici dannati della terra: nessuna assistenza, nemmeno un semplice messaggio di compassione, solo tante violenze e tanti morti.  

- Il 05/07/2009, Radio Okapi della Monuc aveva annunciato il rimpatrio in Rwanda di soli 4 soldati del CNDP. Quelli che restano sono forse già congolesi? 

- Il 05/08/2009 Radio Okapi aveva annunciato la collaborazione tra FDLR e FRF a Bijombo, nel Sud Kivu. E' una prova che l'operazione militare in corso nel Sud Kivu è un teatro per ingannare la popolazione autoctona.   

- Il 10/09/2009, Radio Okapi aveva annunciato l'arresto, in Rwanda e per insolvenza, del deputato congolese Dunia Bakaranya, come se fosse un cittadino ruandese. Non è questa una prova di un'infiltrazione nelle istituzioni congolesi?  

- 03/08/2009, Radio Okapi aveva annunciato che 31 ruandesi, già rimpatriati, sono stati ritrovati ancora in RDCongo. Ciò smentisce le informazioni mediatiche fornite dall'HCR e dalla Monuc sul rimpatrio dei ruandesi.  

- Dal 02 al 04/09/2009, c'è stato un ammutinamento delle FARDC a Kamanyola e un altro il 03/09/2009 a Lulingu, per richiedere il pagamento del salario e denunciare l'esistenza in seno alle truppe di una discriminazione che favorisce i tutsi del CNDP.  

- L'08/09/09, gli sfollati di guerra hanno barricato invano la strada a Sangi, nel Sud Kivu, per invocare aiuto.  

- In una riunione tenutasi a Baraka (Sud Kivu) un certo Hamuli Akotumba, capo dei Maï-Maï di Fizi, ha dichiarato guerra ai militari  di Kimya 2, dicendo che questi altro non sono se non dei ruandesi del CNDP che vengono ad occupare la loro terra. Le ostilità con la 82 brigata FARDC sono iniziate il mercoledì 02/10/09 a Lubishako/Fizi. I  combattimenti sono ancora in corso.  

- Il 01/10/09 un agente dell'ONG ADRA è stato assassinato a Fizi da membri delle FDLR, due camion incendiati e parecchie persone sequestrate e condotte nella foresta;  

- Il 06/10/09, è stata attaccata la residenza dei preti cattolici di Ciherano. La loro casa e la loro auto sono stati incendiati. Il parroco e un seminarista sono stati sequestrati e liberati solamente dopo il versamento di 5.000 $ U.S.A.  

- Il 10/10/09 un camion in provenienza da Burhinyi è stato attaccato tra Nyanfunze e Nyangezi (Sud Kivu): 4 persone sono state uccise e numerose altre gravemente ferite. 

- Il 12/10/09, il rapporto di un collettivo di ONG nazionali e internazionali, fra cui OXFAM e Human Right Watch, dichiara che,dall'inizio dell'operazione Kimya 2, 1148 civili sono stati uccisi, 6.000 case sono state incendiate, 900.000 sono gli sfollati di guerra, 7000 donne e ragazze sono state violentate nel sud Kivu.  

- Il 14/10/09, attacco al convento dei fratelli Maristi di Nyangezi che viene saccheggiato.  

- Dal sabato 17 al mattino di domenica 18/10 /09, ci sono stati degli spari a Bitale, nel parco di Kahuzi-Biega, provocati dai militari FARDC di Kimya 2, per richiedere il loro salario; un veicolo è stato saccheggiato. Bilancio: 6 persone uccise e 17 ferite. Lo stesso 18/10/09, un altro soldato ha assassinato un uomo a Kamanyola.  

- Il 20/10/09, le FARDC hanno saccheggiato il villaggio di Cibingu a Kabare, nel nord della provincia. Una donna è stata uccisa dalle FARDC a Luvungi, nella pianura del fiume Ruzizi. 

- Il rapporto del rappresentante dei diritti umani del segretario generale delle Nazioni-Unite  accusa il governo congolese, le FARDC e la Monuc di non proteggere i civili. 

- Il 22/10/09 le armi ricuperate ai Maï-Maï sono consegnate dalla Monuc al CNDP e alle FARDC. 



c) Il Governo congolese.  

Ha già imbavagliato l'opposizione politica e la società civile. L'esclusione di Vital Kamerhe ne è una dimostrazione, mentre Nkundabatware, Bosco Ntaganda, Norbert Kantintima (tutsi) ecc. sono protetti dal potere.  

Questi ultimi non fanno che cantare le lodi di Joseph Kabila; ubbidiscono, e applicano i suoi ordini alla lettera, spesso violando la costituzione del paese. Attaccano, arrestono, torturano e assassinano chiunque non è d'accordo con le idee del presidente. Hanno organizzato una campagna mediatica: i cinque cantieri del presidente, Kabila il visionario, il pacificatore, ecc.   

Kabila ha reclutato gli stessi individui che cantavano e danzavano per Mobutu fino a gettare il paese nel baratro. A questi mobutisti, si sono associati anche coloro che hanno distrutto il Kivu durante le guerre di occupazione, arrivando a seppellire delle donne ancora vive.  





d) La popolazione congolese del Kivu.  

La popolazione del Kivu è cosciente e sa che l'occupazione tutsi della provincia del Nord Kivu è già finita e che ora è il turno del Sud Kivu, finora irriducibile.  

Tutti i mezzi sono permessi per domare questa popolazione recalcitrante. Una volta terminato il dispiegamento delle truppe nel Sud Kivu mediante l'operazione Kimya 2, le FRF, le FDLR e il CNDP scateneranno la guerra di occupazione. Allora il Kivu (Nord e Sud) sarà separato dal resto della RDCongo ed i
congolesi delle altre province, stanchi delle interminabili guerre del Kivu e convinti che esse ritardino lo sviluppo dell'intero Paese, si dissoceranno dalle popolazioni del Kivu e le abbandoneranno, lasciandole sole alle prese coi loro problemi. Queste ultime, sentendosi abbandonate da tutti, non avranno che due possibilità: sottomettersi all'occupante tutsi o battersi fino all'ultima goccia di sangue. In questo secondo caso, sarà una grande carneficina umana.  

Il Presidente Joseph Kabila, i suoi complici e i suoi sostenitori dichiareranno che non si potranno organizzare le elezioni del 2011 a causa della guerra.  

Il resto, Dio solo lo sa!  



Bukavu, 27 ottobre 2009"



Néhémie BAHIZIREdiv>


LEGENDA:


CNDP:  Congresso Nazionale per la Difesa del Popolo. È costituito da miliziani tutsi il cui capo è stato sino a ieri il generale tutsi-congolese Nkundabatware che ha fatto parte del Rwanda Patriotic Front.

FDRL:  Fronte Democratico per la Liberazione del Rwanda. Gruppo formato dagli hutu genocidari che secondo stime ONU è ridotto ormai a circa seimila miliziani. È costituito in parte dai sopravvissuti alle stragi compiute dai tutsi nei campi dei rifugiati hutu in Kivu, in parte da hutu nati in territorio congolese dopo il 1994 e in parte da hutu fuggiti dal Rwanda.

FARDC: Forze Armate della Repubblica Democratica del Congo (l'esercito congolese).

FRF: Forze Repubblicane Federaliste. Sono tutsi, il ramo del CNDP nel Sud Kivu.



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